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Cenni
Storici |
Il
territorio del Comune di Fontevivo si trova a nord della Via Emilia ed è bagnato
dal fiume Taro e dal torrente Recchio. Questa terra è il risultato dei sedimenti
di questi corsi d'acqua: sabbia, limo, argilla tra loro associati in proporzioni
diverse. I primi ad effettuare importanti opere di bonifica regolando le acque
furono i Romani, ma con la caduta dell'impero tornarono a dominare paludi e acquitrini.
Nel 1142 giunsero a Fontevivo da Chiaravalle della Colomba un gruppo di frati
cistercensi i quali, con grande pazienza, sistemarono il terreno con le pendenze
corrette disciplinando così le acque. Questi religiosi crearono una formidabile
rete d'irrigazione: canali dispensatori di ricchezza e quindi fonti di liti e
contestazioni. Il percorso di quelle vie d'acqua è rimasto pressochè inalterato
nei secoli. L'abbazia di Fontevivo, sorta nel XII secolo grazie al lavoro dei
"monaci bianchi", aveva confini compresi fra il fiume Taro ad est, la Via Emilia
a sud e il corso degli attuali rio Scagno e fosso Ramazzone fino a Cornaleto ad
ovest. Il patrimonio era diviso in grange: grangiam Cassinae, grangiam Pratigerii,
ecc. L'imponente chiesa abbaziale, che costituisce ancor oggi il monumento
più apprezzabile di Fontevivo, venne edificata nei secoli XII e XIII interamente
in laterizi. La pianta è a croce latina. Le decorazioni scultoree dell'interno
sono estremamente semplici. Nella seconda navata destra una statua è attribuita
a Benedetto Antelami: la Madonna col Bambino. Altre opere degne di nota sono la
lastra sepolcrale di Guidone Pallavicino, cavaliere templare protettore dell'abbazia,
morto nel 1301, e il monumento al duca Don Ferdinando di Borbone (1803).
Adiacente
la chiesa, dove originariamente era il convento cistercense, nel secolo XVIII
i Duchi di Parma attuarono grandi ristrutturazioni per creare un collegio ed accogliervi
"nobili convittori" da tutta Europa. Si realizzarono grandi cameroni a doppia
altezza suddivisi a metà da una parete, ricavandone due ordini di stanze accessibili
grazie a due scalette di legno e un lungo poggiolo. Il restauro in atto ha
recuperato le due camerate dette di San Luigi e di San Filippo: ognuna ha un vasto
ambiente comune a doppia altezza e le camere sovrapposte. Anche il bel refettorio,
al piano terra, tornerà ad essere un luogo di ristorazione. Nel chiostro merita
attenzione la vera da pozzo quattrocentesca recentemente recuperata dai magazzini
comunali. Nel 1987 l'ex Collegio viene acquistato dall'Amministrazione Comunale
di Fontevivo.
Agli
inizi del 1600 venne poi costruita la chiesa dei padri Cappuccini per desiderio
del duca Ranuccio 1° Farnese, il quale voleva favorire lo sviluppo del paese.
Il duca incaricò Bartolomeo Schedoni di dipingere importanti tele per la chiesa:
le Marie al Sepolcro, L'Ultima Cena, La Deposizione, La Madonna e il Bambino tra
San Francesco e Santa Chiara.Il complesso monacale venne terminato verso il 1611-1612.
Purtroppo gli arredi vennero dispersi in epoca napoleonica e il convento venne
demolito nel 1881 circa. La chiesa sconsacrata venne utilizzata come magazzino.
Negli anni '80 è stata recuperata dall'Amministrazione Comunale.
Cenni
Storici - Pag. 2 >>
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